La Divina Abbazia

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi, spazi che trattengono memoria, silenzio e suggestione. L’antica Abbazia di Casanova è uno di questi: un luogo carico di storia, dove le ombre si intrecciano con la luce naturale e le architetture narrano secoli di spiritualità. È qui che ho deciso di ambientare un progetto fotografico dedicato alla Divina Commedia, reinterpretata attraverso gli sguardi e i corpi di Ginevra Hawk e Alex Scavetta.

L’idea nasce dal desiderio di fondere letteratura, arte visiva e spazio architettonico, trasformando l’Abbazia in un palcoscenico senza tempo. Ginevra e Alex hanno incarnato alcuni dei personaggi più emblematici del poema dantesco: figure sospese tra dannazione, redenzione, paura e speranza. Ogni posa, ogni gesto, ogni frammento di luce ha contribuito a dare nuova vita ai passaggi più intensi dell’opera.

L’atmosfera dell’Abbazia ha amplificato la forza simbolica del progetto: i corridoi silenziosi sono diventati il Limbo, le sale in penombra l’Inferno, le aperture verso l’esterno hanno evocato la salita al Paradiso. Il risultato è una serie di immagini che non vuole illustrare fedelmente il poema, ma reinterpretarlo emotivamente, restituendone la potenza drammatica e la sua eterna attualità.

Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza la disponibilità e l’attenzione dell’Associazione Amici dell’Abbazia di Casanova, che ha messo a disposizione gli spazi e ha supportato ogni fase della realizzazione. A loro va il mio più sincero ringraziamento.

Un progetto che unisce arte, storia e immaginazione, e che rappresenta per me un modo di riportare la Divina Commedia nel luogo a cui Dante stesso avrebbe sicuramente dedicato uno sguardo.




Inferno – Canto XIII
Le Arpie