Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi, spazi che trattengono memoria, silenzio e suggestione. L’antica Abbazia di Casanova è uno di questi: un luogo carico di storia, dove le ombre si intrecciano con la luce naturale e le architetture narrano secoli di spiritualità. È qui che ho deciso di ambientare un progetto fotografico dedicato alla Divina Commedia, reinterpretata attraverso gli sguardi e i corpi di Ginevra Hawk e Alex Scavetta.
L’idea nasce dal desiderio di fondere letteratura, arte visiva e spazio architettonico, trasformando l’Abbazia in un palcoscenico senza tempo. Ginevra e Alex hanno incarnato alcuni dei personaggi più emblematici del poema dantesco: figure sospese tra dannazione, redenzione, paura e speranza. Ogni posa, ogni gesto, ogni frammento di luce ha contribuito a dare nuova vita ai passaggi più intensi dell’opera.
L’atmosfera dell’Abbazia ha amplificato la forza simbolica del progetto: i corridoi silenziosi sono diventati il Limbo, le sale in penombra l’Inferno, le aperture verso l’esterno hanno evocato la salita al Paradiso. Il risultato è una serie di immagini che non vuole illustrare fedelmente il poema, ma reinterpretarlo emotivamente, restituendone la potenza drammatica e la sua eterna attualità.
Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza la disponibilità e l’attenzione dell’Associazione Amici dell’Abbazia di Casanova, che ha messo a disposizione gli spazi e ha supportato ogni fase della realizzazione. A loro va il mio più sincero ringraziamento.
Un progetto che unisce arte, storia e immaginazione, e che rappresenta per me un modo di riportare la Divina Commedia nel luogo a cui Dante stesso avrebbe sicuramente dedicato uno sguardo.

Inferno – Canto I
La selva oscura
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Inferno – Canto IV
La discesa all’inferno
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Inferno – Canto V
Paolo e Francesca
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Inferno – Canto XIII
Le Arpie
Ali hanno late, e colli e visi umani,
piè con artigli, e pennuto ’l gran ventre;
fanno lamenti in su li alberi strani.

Inferno – Canto XXV
I ladri
Sovra le spalle, dietro da la coppa,
con l’ali aperte li giacea un draco;
e quello affuoca qualunque s’intoppa

Inferno – Canto XXXIV
Visione di Lucifero
Lo ’mperador del doloroso regno
da mezzo ’l petto uscia fuor de la ghiaccia;
e più con un gigante io mi convegno,

Purgatorio – Canto IV
Salita all’Antipurgatorio
Noi salavam per entro ‘l sasso rotto,
e d’ogne lato ne stringea lo stremo,
e piedi e man volea il suol di sotto.

Purgatorio – Canto IV
Il trascorrere del tempo
E però, quando s’ode cosa o vede
che tegna forte a sé l’anima volta,
vassene ‘l tempo e l’uom non se n’avvede

Purgatorio – Canto VI
Invettiva contro l’Italia
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Purgatorio – Canto XI
La preghiera
Così a sé e noi buona ramogna
quell’ombre orando, andavan sotto ‘l pondo,
simile a quel che tal volta si sogna

Purgatorio – Canto XXVIII
Ingresso all’Eden
Ma esce di fontana salda e certa,
che tanto dal voler di Dio riprende,
quant’ella versa da due parti aperta.

Paradiso – Canto I
Ascesa al Paradiso
La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.

Paradiso – Canto III
Il voto
I’ fui nel mondo vergine sorella;
e se la mente tua ben sé riguarda,
non mi ti celerà l’esser più bella

Paradiso – Canto XXII
San Benedetto
Come a lei piacque, li occhi ritornai,
e vidi cento sperule che ‘nsieme
più s’abbellivan con mutui rai.

Paradiso – Canto XXVII
Incontro con San Pietro
‘Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo’,
cominciò, ‘gloria!’, tutto ’l paradiso,
sì che m’inebriava il dolce canto.

Paradiso – Canto XXVIII
Le Gerarchie Celesti
Questi ordini di sù tutti s’ammirano,
e di giù vincon sì, che verso Dio
tutti tirati sono e tutti tirano.

Paradiso – Canto XXXII
Il battesimo
Ma poi che ‘l tempo de la grazia venne,
sanza battesmo perfetto di Cristo
tale innocenza là giù si ritenne.

Paradiso – Canto XXXIII
San Bernardo
Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio
