La fotografia è il linguaggio attraverso cui esploro il rapporto tra memoria, tempo e identità.
Ogni mio progetto nasce da un lungo percorso di ricerca storica, iconografica e narrativa. Prima ancora di fotografare, studio i luoghi, le persone e gli eventi che desidero raccontare, perché considero ogni immagine il punto d’arrivo di un processo di conoscenza e non un semplice esercizio estetico.
Nel corso degli anni la mia ricerca si è sviluppata attraverso progetti fotografici di lunga durata, dedicati alla memoria dei luoghi, alla storia dell’uomo e al dialogo tra passato e presente. Architetture dimenticate, figure storiche, paesaggi naturali e corpo umano rappresentano capitoli differenti di un’unica narrazione, accomunati dal desiderio di restituire voce a ciò che il tempo ha reso silenzioso.
Prediligo la luce naturale perché permette agli ambienti di raccontarsi senza artifici. Non cerco la spettacolarizzazione del decadimento né il fascino della rovina fine a sé stessa; ciò che mi interessa sono le tracce lasciate dal passaggio dell’uomo, quelle presenze invisibili che continuano ad abitare i luoghi e che la fotografia può rendere nuovamente percepibili.
Le mie immagini si collocano in uno spazio sospeso tra documento e interpretazione, dove realtà e immaginazione convivono per costruire una narrazione capace di coinvolgere lo spettatore non solo attraverso ciò che vede, ma soprattutto attraverso ciò che immagina.
Ogni fotografia è un invito a rallentare lo sguardo, ad attraversare la superficie delle cose e ad ascoltare le storie custodite dal tempo.
